Sono passati 80 anni da quando vennero abbattuti i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz e venne rivelato al mondo l’orrore del genocidio.
Oggi, l’Italia e il mondo intero, come disposto dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1º novembre 2005, commemorano le vittime dell’Olocausto. Ne parliamo nelle nostre classi e ci impegniamo a non dimenticare, attraverso la lettura di libri che ci supportano ad affrontare argomenti così impegnativi.
Ma riflettiamo anche sul significato più attuale di questo giorno per non ignorare tutte le situazioni in cui la libertà viene calpestata, per imparare a non voltare lo sguardo dall’altra parte quando assistiamo alle discriminazioni e a non arrendersi ai soprusi di chi giudica l’altro diverso in base al colore della pelle, alla religione, agli orientamenti politici e di genere. Purtroppo ciò che è successo allora, si ripete anche ora, ogni giorno, in tanti luoghi diversi.
Ricordare è un dovere di tutti. È un atto di giustizia verso chi ha perso la vita e un monito per il presente e il futuro.
Presso la Scuola Secondaria, gli alunni della 3C hanno realizzato una installazione molto significativa. La classe ha svolto una ricerca sul sito del Museo Diffuso di Torino, cercando le pietre di inciampo e scegliendo uno tra i deportati di Torino presenti.
Dopo aver studiato la biografia di queste persone hanno ricreato la pietra d’inciampo, dipingendo a lato della stessa dei sanpietrini per ricreare la pavimentazione.
I ragazzi hanno poi scelto un oggetto da dipingere da mettere simbolicamente “a terra” a fianco della pietra d’inciampo, per commemorare la persona che hanno scelto. Infine nella parte bassa del disegno hanno scritto la biografia perché la memoria di quella persona non venga perduta.
L’installazione, esposta nell’atrio della scuola, è stata denominata “IDENTITA’ PERDUTE”.
Degli spaghi attraversano, come un reticolo, le vite di queste persone, a cui sono state appese le poche foto rinvenute negli archivi, alternate a sagome di volti di uomini e donne per chi è senza foto. Tante farfalle gialle attraversano il reticolo, un simbolo di libertà.
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